“Deus Ex Machina” è un’espressione latina che letteralmente significa “dio dalla macchina”. Viene utilizzata per descrivere un espediente narrativo in cui una situazione apparentemente irrisolvibile viene improvvisamente risolta da un evento inaspettato, un personaggio o una forza esterna che interviene senza una preparazione precedente nella trama.
Nel linguaggio comune, si ricorre al “Deus Ex Machina” per indicare quella soluzione fortuita e quasi miracolosa che ci salva da un problema serio, quando tutto sembra perduto. Può capitare nella vita di tutti i giorni, quando un amico ti fa un prestito all’ultimo minuto per evitare un pignoramento, o in un hobby, come un giocatore di scacchi che, dopo una serie di mosse sbagliate, si accorge di una combinazione vincente che nessuno aveva previsto.
Significato e utilizzo
Il termine ha origini nel teatro greco antico, dove un attore che interpretava una divinità veniva calato sul palco tramite una gru (la “machina”) per risolvere una situazione complessa o portare a termine la vicenda. Oggi, questa espressione viene usata prevalentemente in ambito letterario, cinematografico e teatrale per criticare una trama che si affida a soluzioni arbitrarie e poco credibili per sciogliere nodi narrativi. Tuttavia, può anche essere impiegato in senso più generale per riferirsi a qualsiasi evento provvidenziale che risolve un impasse.
Esempi e vita quotidiana
Immaginiamo di dover scrivere una relazione importante entro domani e il computer si rompe improvvisamente. Se un collega ci prestasse il suo computer con tutti i file già salvati, questo potrebbe essere considerato un “Deus Ex Machina” nella nostra giornata lavorativa. Allo stesso modo, in una partita a carte, se ci mancasse una carta fondamentale per vincere e questa apparisse magicamente tra le ultime pescate, avremmo vissuto un piccolo “Deus Ex Machina” ludico. È quella salvezza inaspettata che ci fa tirare un sospiro di sollievo.
Cos’è esattamente un Deus Ex Machina?
“Deus Ex Machina” è un espediente narrativo che introduce una soluzione inattesa e improvvisa a un problema altrimenti irrisolvibile all’interno di una storia.
Quando si usa questa espressione?
Si usa principalmente per descrivere un evento fortuito che risolve una situazione critica, sia in senso letterario che in contesti di vita reale.
È sempre un elemento negativo?
Nel contesto narrativo, è spesso visto come un difetto di scrittura perché indebolisce la credibilità della trama. Nella vita quotidiana, invece, un evento fortunato che risolve un problema viene generalmente accolto con sollievo.
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